Archivio Mensile: Maggio 2023

n546:Il mondo non è pronto per la migrazione di massa causata dai cambiamenti climatici

Circa 184 milioni di persone, il 2,3% della popolazione mondiale, vivono al di fuori del proprio Paese d’origine. Quasi la metà di queste si trova in Paesi a basso e medio reddito. Non è ovviamente un fenomeno nuovo: la migrazione è stata parte dell’esperienza umana sin dai primi giorni della civiltà. In altre parole, da quando l’Homo sapiens...

n.23: Chi inquina paga? 209 miliardi annui il costo per le compagnie fossili

209 miliardi di dollari all’anno. È la cifra che le 21 principali compagnie di combustibili fossili dovrebbero risarcire per i danni causati all’ambiente e alla società dalle loro attività dal 1988 al 2022. Lo rileva un’analisi pubblicata sulla rivista One Earth e riportata dal Guardian. Le 21 industrie più inquinanti al mondo sono responsabili per un totale di 5.400 miliardi di dollari di...

Nostre osservazioni al PNIEC

Abbiamo partecipato alla consultazione pubblica sul nuovo PNIEC “Piano Nazionale Integrato Energie e Clima”. Contestiamo: Sulle nostre osservazioni critiche alla metodologia utilizzata da GSE (consultazione con un questionario e non sul Piano, scadenza da 60 giorni ex. D.Lgs. 152/2006 a 3 settimane, carattere statistico risposte, opportunità delle domande, troppe domande “interessate” su certi ambiti tipo FER elettriche...

n. 1014: La siccità, di Guido Conti

È l’inizio di un’estate torrida, ormai da anni la pioggia non benedice i raccolti e le precipitazioni si sono fatte imprevedibili e violente. Nel piccolo paese dell’Oltrepò Pavese in cui abita Andrea la vita di chi coltiva la terra è sempre più difficile, basta una grandinata per perdere in poche ore il lavoro di mesi. La terra,...

n.435: Time to pay the piper: Fossil fuel companies’ reparations for climate damages

Human-caused climate change has long been acknowledged as essentially an ethical issue that threatens humanity and ravages the planet. While the Global North’s historical carbon emissions have exceeded their fair share of the planetary boundary by an estimated 92%, the impacts of climate breakdown fall disproportionally on the Global South, which is responsible for a trivial share—Africa,...

n434: CO2, stop alle promesse ora c’è chi verifica i tagli alle emissioni e dà i voti

C’erano una volta le promesse roboanti di manager che garantivano la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2050. Stanno però arrivando punteggi e rating anche in questo settore e così sarà ora più difficile fare greenwashing con la decarbonizzazione. Dopo Science Based Target (Sbti), a realizzare le verifiche sugli effettivi tagli della CO2 adesso è Morningstar Sustainalytics che...

n. 1013: “Not growing but thriving”: The Beginning of a Paradigm Shift, di Kate Raworth

E se intendessimo l’economia non come un costrutto astratto che dà forma alla società, ma separata dal pianeta vivente che tutti chiamiamo casa? E se l’Unione Europea si trasformasse per soddisfare i bisogni delle persone senza spingersi oltre i confini planetari? Il Green European Journal ha incontrato Kate Raworth, la pensatrice rinnegata e autrice di Donut Economics, per parlare...

n.197: Democrazia e sostenibilità ambientale, di Silvio Franco

Obiettivo della nota è verificare l’esistenza di una relazione fra la sostenibilità ambientale del sistema economico e la forma di governo dei vari Paesi e accennare alle principali implicazioni delle evidenze riscontrate.Il lavoro affronta l’analisi del rapporto tra utilizzo delle risorse ambientali e livelli di democrazia facendo ricorso a degli indicatori sintetici. Tali indicatori, sebbene ampiamente utilizzati...

n. 1012: IL SECOLO NOMADE, come sopravvivere al disastro climatico, di Gaia Vince

Un grande sconvolgimento è in arrivo. Trasformerà tutti noi e il nostro pianeta.Nei prossimi cinquant’anni, temperature più elevate unite a un’umidità più intensa faranno sì che vaste aree del pianeta saranno inabitabili per 3,5 miliardi di esseri umani. In fuga dai tropici, dalle zone costiere e dalle terre un tempo coltivabili, enormi masse di persone dovranno cercare...

n. 1011: ECOSHOCK – Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica (PeriodicoDaily.com), di Sowmya Sofia Riccaboni

L’Italia e l’intera area del Mediterraneo hanno già superato la soglia di guardiadell’aumento del riscaldamento globale: 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali. Ele gravi conseguenze di questo cambiamento climatico si sono già innescate. È unconto alla rovescia: una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il Paese.