n.834: Nature: Talking to science deniers and sceptics is not hopeless

Interessante contributo di inquadramento del negazionismo della scienza “in buona fede”, ossia quello di chi, come si legge nel testo, “non ha un deficit di informazioni, ma un deficit di fiducia” verso le persone e verso le istituzioni.Questo tipo di negazionismo non manipola prove o le nasconde o le pretermette pur di mantenere in piedi i propri paralogismi, la propria fallacia o, peggio, i propri interessi (come fa, invece, il c.d. negazionismo “in mala fede”). Il negazionismo “in buona fede”, che alcuni definiscono “popolare”, molto semplicemente coltiva appunto diffidenza e sfiducia, spesso dovute a delusioni personali o a figurazioni distorte della scienza come “perfezione”, “definitività” di risposte, unicità di metodo e unanimità di consensi.Questo tipo di negazionismo non si fonda su dimostrazioni o prove a proprio sostegno né sulla contestazione delle tesi altrui, operata parzialmente o scorrettamente. Proprio perché “in buona fede”, esso non persegue scorrettezze, ma inverte la logica dell’onere della prova. Questo onere, infatti, viene preteso dagli altri, non da se stessi. E questo onere è considerato ineludibile quale “dimostrazione necessaria” di assoluzione dai (supposti ma indimostrati) “sospetti” verso gli altri.Resta pur sempre deviante e pericoloso, anche perché facilmente manipolabile da chi è in mala fede (operazione spesso compiuta non solo dai politici, ma anche dai social e dall’informazione “interessata”). Resta comunque differente.

https://www.nature.com/articles/d41586-021-02152-y?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_content=organic&utm_campaign=NGMT_USG_JC01_GL_Nature

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento