Il 5G è inutile: spiegato dagli studenti

Brindisi, Ponte de Gasperi – Corso Roma

Siamo studenti del Liceo Scientifico “Ferdinando” di Mesagne, opzione Scienze Applicate. Abbiamo approfondito lo studio sul 5G a scuola, tecnologia “in sperimentazione” in Italia, e inserita tra le priorità nel piano per la cosiddetta Fase 3, “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”. 

Abstract: il 5G è inutile: perché è basato sempre sulle linee a fibra ottica terrestri (con copertura solo nei grandi centri) e sul satellitare (non ancora attivo). Inutile perché ogni antenna 4G richiede 10 antenne 5G, aumentando il limite di campo elettrico, in Italia fissato per legge a 6 Volt/metro, portandolo a 61 V/m. Inutile perché dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada. Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio. Inutile perché la rete 5G toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina). Perché perciò viola il nostro diritto di privacy. Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale, ma noi non lo vogliamo. Inutile perché la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM. Deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati”, per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga in fibra da 1 Gigabit a tutti e potenziare il conseguente 4G mobile, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche per il 5G mobile, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in alcune aree urbane con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

Analisi della tecnologia 5G e storia delle telecomunicazioni “mobile”

5G: si tratta delle stesse richieste avanzate dalle compagnie telefoniche, recepite senza scrupolo dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato dall’ex top manager di Vodafone Vittorio Colao, che prevede nel punto “27. Sviluppo reti 5G”, volto ad adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei. Colao presenta il suo Piano di 102 pagine agli Stati generali e chiude la task force, dopo che è venuto fuori il suo conflitto di interesse come attuale consigliere di amministrazione dell’americana Verizon, leader mondiale sul wireless di quinta generazione: è Board Committee for Corporate Governance and Policy, Finance. Per essere biblici: lancia la pietra e nasconde la mano…

 Vediamo perché la tecnologia 5G ancora non esiste (anche se già la vendono) e perché è inutile, con le parole povere che si usano a scuola per far capire le tecnologie a tutti gli studenti.

L’evoluzione delle tecnologie di comunicazione digitali: linee fisse e mobile

1. Le linee telefoniche mobili (cioè dei nostri cellulari) si dividono in Generazioni:

–  l’1G era la linea ETACS di Motorola (svedese), telefoni solo voce installate sulle auto di manager e ministri, funzionanti solo in autostrada, con tanto di cornetta….

–  Poi arriva il 2G, detto GSM, di Nokia (finlandese), introdotto in Italia nel 1992: i primi cellulari solo telefonate e SMS con la tastiera T9. Evoluzione sono il GPRS (detto 2.5G) ed EDGE (2.75G), i cellulari “che si aprono” e fanno foto (MMS), e ancora attivo oggi dove non si ha nessuna altra copertura, con la sigla E.

  •  Solo nel 2000 arriva il 3G, detto UMTS e dopo il 2005, HSDPA o H+, basato sulla tecnologia a terra ADSL, già, perché i ripetitori devono basarsi su una linea a terra per diffondere poi in aria il segnale radio. L’invenzione è epocale: usando i vecchi cavi in rame telefonici, senza nuove infrastrutture essenziali, il nostro doppino del telefono di casa passa da 56K (=kilobit al secondo) ad una velocità fino a 7 Mega (1 megabit=1024 kilobit). Come? I koreani scoprono che le normali comunicazioni usano solo i primi 4 KHz della banda di frequenza del doppino telefonico, ma il vecchio cavo supporta bande oltre il MHZ, cioè 250 volte tanto: con un nuovo modem ADSL, la banda viene suddivisa in oltre 250 sottocanali da 4 KHZ, e la velocità sarà così 250 volte più veloce, senza cambiare i cavi SIP sostituiti negli anni ’70. Geniale. E la maggior parte di questi sottocanali sono dedicati al download, perché la gente scarica da Internet più che caricare: si chiama infatti linea asimmetrica. Questa è la banda larga.

I nuovi ripetitori per cellulari sono allacciati a questa “nuova” linea. Con la versione H+ nasce anche nel 2006 il primo smartphone Apple iphone: nascono in quegli anni i social: Facebook, Instagram, Whatsapp, Twitter, Youtube…

– Nel 2016 l’Italia, rimasta al 74° posto per connessione Internet (si chiama Digital Divide, cioè paese sottosviluppato nel digitale), riceve un finanziamento dalla UE per cablare tutto il territorio nazionale con la fibra ottica, un laser che corre lungo un tubicino in vetro, ma alla velocità della luce. Nessun elettromagnetismo, salutare, ma ha bisogno di una nuova infrastruttura cablata: spaccare le strade delle città e delle campagne in tutta Italia: rifare una nuova rete nazionale à si chiama banda ultra larga.

Gli appalti vengono dati a

  • Openfiber, che sta creando la rete fibra FTTH, società 50% ENEL che così entra nel mercato telecomunicazioni, e 50% Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce i risparmi degli italiani che hanno un conto in Poste Italiane. Presidente: Franco Bassanini… FTTH porta la fibra direttamente in casa, con velocità di 1 Giga (=1024 Megabit per secondo);
  • Tim, che ha creato già prima la rete fibra mista FTTC, cioè fino alla centralina grigia agli angoli della strada è in fibra, poi l’ultima parte fino a casa rimane in doppino in rame (si chiama ultimo chilometro: unica eccezione alla liberazione delle reti di comunicazioni dal monopolio SIP).  Quella che abbiamo in molti e che chiamiamo fibra. Velocità 200 Mega (non garantiti).
  • Parallelamente, altri operatori creano reti urbane in fibra, come Fastweb.
  • Con le nuove velocità e la rete in fibra nasce il 4G per cellulari: le antenne sono basate a terra sulla rete a fibra ottica: la linea mobile si chiama LTE (Long Term Evolution), acronimo cinese che prevede una evoluzione a lungo termine: niente può essere più veloce della luce laser che viaggia nella fibra. E’ il contratto che abbiamo tutti oggi, ma che funziona in 4G solo dove c’è  la fibra ottica… Al mare, in campagna, nei monti, nei paesi più piccoli non c’è ancora la fibra, perciò il 4G non prende. Ma le compagnie telefoniche ce la vendono lo stesso. Abbiamo tutti dovuto cambiare i nostri vecchi Samsung e iphone per poter usare le SIM 4G.

In Italia il 4G c’è dal 2014, ma non tutto il territorio è ancora coperto. Download a 326 Mbps, upload a 86 Mega, ma di solito la linea è limitata.

L’asta delle frequenze 4G è stata fatta già nel 2011 vinta da Vodafone, Tim, Wind e H3G. Usa frequenza a 2.4 GHz (come la wifi di casa) con antenne dislocate a 1.2 Km e antenne direzionali fino a 60 Km.

Il “miracolo del 5G” e l’Internet of Things

  • Nel 2017 si inizia a parlare di 5G, detto Next nella sua versione cinese. Come fa ad essere più veloce della fibra? C’è il trucco… Se cercate 5G su internet, wikipedia è ferma alle notizie del 2017 e tutti i siti tecnologici o ufficiali parlano di Internet delle cose, auto che si guidano da sole, lavatrici da comandare a distanza, ora si parla di smart working, innovazione digitale, tutte cose che facciamo già con ADSL e fibra a casa e con il 4G LTE col cellulare.

Nessuna fonte spiega però la tecnologia, per capire se può far male o no. Partiamo col principio che tutte le onde elettromagnetiche, a seconda delle frequenze usate e della distanza dalla fonte, fanno male: dalla radiosveglia al cellulare tenuto davanti all’orecchio per telefonare. Ogni tecnologia può fare più o meno male, secondo come si usa… Chissà perché ci vendono i cellulari già con cuffie/microfono e un librettone di istruzioni che nessuno legge…

L’asta delle frequenze 5G porta nell’ottobre 2018 circa 6.55 miliardi nelle casse dello Stato. Gli investimenti di TIM, Vodafone, Wind3 e Iliad devono rientrare…

Fonte: repubblica.it

1. Tecnologia 5G: è una tecnologia mista basata sulla rete a fibra ottica a terra, e sui satelliti nelle zone non coperte da fibra, nessuno lo sa…. La fibra è perfetta, ecologica, solo un laser sotterraneo. Ma anche le antenne 4G LTE sono basate su fibra, e diciamo che vanno già bene contro il digital divide… Ma anche le antenne 5G sono basate sulla fibra, che poi irradiano il segnale con frequenze diverse e con onde diverse, che hanno 10 volte tanto antenne wifi. “La fibra ottica può esistere senza il 5G, ma il 5G non può esistere senza la fibra ottica.” da https://openfiber.it/tecnologie/5g/5g/

2. Sperimentazione 5G: abituiamoci a suddividere il 5G in rete terrestre e rete satellitare (nessuno lo dice). La rete terrestre, basata su linee a fibra ottica a terra, è in fase sperimentale in 4 città italiane, tra cui Bari. La rete satellitare non esiste: per ora 12 satelliti americani della Starlink di Egon Musk e circa 4500 satelliti cinesi della cordata ZTE/Huawei. Per coprire il pianeta sono previsti almeno 45000 satelliti. Qualcuno in Salento li ha visti passare gli Starlink: 12 stelle che attraversavano il cielo in formazione diagonale: il cielo non sarà più fatto di stelle… ma ne parliamo più avanti…

Per la sperimentazione 5G , che in realtà sta andando oltre le 4 città, oltre 500 sindaci sugli 8000 comuni italiani hanno chiesto la moratoria, cioè di sospendere la sperimentazione sul proprio territorio, dato che sono responsabili della salute dei propri cittadini, ma il Piano Colao prevede di superare i pareri delle autorità locali.

Come funziona il 5G terrestre?

Sulle antenne già in funzione per il 3G, il 4G (moduli verticali rettangolari) e la diffusione radiotelevisiva (moduli tondi), verranno montati i nuovi ripetitori 5G, quadrati: mentre il segnale 4G è all around, e ci si aggancia a una cellula che ti segue nel raggio delle antenne (per questo i nostri telefoni si chiamano cellulari), come la wifi di casa, il 5G invece usa il beam forming o massive MIMO multiarray: una stazione base irradia in pratica fino a 64 segnali a una distanza massima di 150 metri senza ostacoli e con onde millimetriche.

Senza ostacoli: i segnali ad altissima frequenza (24 GHz) o onde millimetriche permettono antenne più piccole, ma il segnale viene assorbito da qualsiasi ostacolo sul percorso di propagazione: un albero, un muro, una mano, perciò le antenne verranno montate ogni 150 metri sui pali delle luci delle strade: ma non ci devono essere alberi…

Onde millimetriche: un “assembramento” di persone crea una gabbia di Faraday, cioè un aumento del limite di campo elettrico ben oltre i 6 Volt/metro permessi dalla attuale legge italiana, molto precauzionale. E’ per questo che il piano Colao chiede di elevare tale limite a 61 V/m, limite europeo. I monitoraggi vengono infatti eseguiti dalle compagnie con singolo operatore allineato all’antenna….

3. Tecnologia satellitare: gli americani, con Elon Musk e il progetto Starlink dovrebbero lanciare 12000 satelliti in orbita per il 5G, la Cina oltre 45000. Ma non ci sono ancora. Perciò il 5G allo stato attuale coprirebbe solo le città e solo i quartieri già cablati in fibra ottica e coperti dalle stazioni base ogni 150 metri liberi da alberi, per i satelliti non si sa quando…

4. Due tecnologie 5G non pronte: USA e Cina. E’ la famosa guerra commerciale sui dazi tra Stati Uniti e Cina. In realtà si basa sul predominio mondiale sulle tecnologie digitali 5G e il controllo delle informazioni: gli USA sono indietro come tecnologia. Guarda caso la guerra commerciale è partita con l’arresto della figlia del presidente della Huawei, accusata di spionaggio. In realtà tutta la guerra dei dazi, estesa ai paesi europei, sembra nata per frenare lo sviluppo tecnologico del 5G cinese guidato da ZTE e Huawei, che nel frattempo hanno istituito centri di ricerca e di eccellenza anche in Italia. La quarta guerra mondiale?

5. Le frequenze: ma sono libere tali frequenze? Allora: Dopo la legge Mammì degli anni ’90 le frequenze in Italia non sono libere. Solo le  frequenze dette SIM (Service, Industry and Manifacturing). Puoi usare liberamente la 2.4 GHz o la 5GHZ in casa per il wifi senza pagare niente, ma le altre sono tutte assegnate a pagamento dallo Stato. Le frequenze base da 700 MHz, liberate dalla Marina Militare, erano state assegnate a radio e TV private nel 2010 dallo Stato per vent’anni, ma ora servono per il 5G. Allora lo Stato ha obbligato i detentori di tali licenze a liberarle entro il 31 maggio 2020 dietro risarcimento danno non quantificato. Gli assegnatari si sono opposti e ora c’è la controversia… Nella delibera N. 89/18/CONS dell’Agcom, che indice una consultazione pubblica per assegnare alcune frequenze “al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G”, si legge poi che le frequenze in questione sono comprese “nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz”. Verranno spente gradualmente le frequenze TV: si parte dalla zona A (la RAI non è compresa per poco…). Ma tutto è ancora in forse…

Chiaramente le frequenze oltre i 26 GHz sono libere, perché mai usate prima… Possiamo essere sicuri sul loro effetto sull’uomo e gli altri organismi viventi? Nessuna sperimentazione, nessuno studio affidabile.

6. La privacy e la sicurezza nazionale: E’ semplice: già dobbiamo affidare i nostri dati all’app Immuni e in pochi lo hanno fatto, perché dovremmo affidare tutti i nostri dati dell’Internet of Things a chissà quale compagnia madre cinese o americana via satellite? Esiste una legge sulla tutela della privacy in Italia, che non dovrebbe garantire gli Anonymous Systems che controllano la rete. Tutti i dati, anche quelli nazionali, finanziari, economici, aziendali, passerebbero per forza attraverso satelliti non controllati dallo Stato Italiano. I nostri dati personali e le nostre preferenze verrebbero date gratuitamente a compagnie straniere, cinesi o americane. E’ possibile che nessuno se ne sia accorto?

7. La salute: un trattamento sanitario di massa: Come ricorda il Prof. Michele Carducci, dell’UniSalento di Lecce, l’infrazione dei diritti non è sul principio di precauzione verso tecnologie che ancora sono dibattute a livello scientifico, ma si tratta di un trattamento sanitario di massa, perché incide sulla salute umana: aumenta in modo esponenziale l’esposizione a campo elettrico di oltre 10 volte il limite fissato dalle leggi italiane, precauzionali. Ora il Piano Colao vorrebbe superare tale limite di 6 V/m a 61 V/m, limite europeo, ma senza nessuna giustificazione scientifica. In Italia siamo all’avanguardia anche per il limite dei coloranti nel cibo, per molti limiti che certificano i nostri prodotti come prodotti di qualità…. Non vogliamo adeguarci ai limiti europei lacunosi e dettati spesso dalle lobby a sfavore della salute dei cittadini.

8. 12’000 nuovi rifiuti: Il 78% dei 14’000 satelliti nella bassa orbita non è più in funzione e rappresenta detriti spaziali che impiegano secoli (in alcuni casi millenni) prima di rientrare bruciando in atmosfera annullando il loro impatto. Aumenta costantemente il rischio di collisioni con nuovi satelliti, le orbite divengono sempre più ristrette e non tutti i frammenti sono tracciabili (lo dimostrano i continui micro-traumi a cui è sottoposta la Stazione Spaziale Internazionale). Non esiste alcun piano concreto per ridurre i rifiuti spaziali attorno alla terra. L’immissione di 12’000 nuovi satelliti della costellazione Starlink, che di certo non dureranno in eterno, non può che aggravare la situazione: non potremo ignorare il problema a lungo!

9. L’inutilità del 5G: E’ un affare internazionale, deciso dalle lobby telefoniche per rientrare dei soldi che han speso nel proprio paese per le frequenze: una tecnologia inutile per costringere tutti a cambiare telefonino e contratto in nome di una presunta velocità contrattuale, che spesso non viene rispettata. Quando TIM ci ha installato la fibra ottica FTTC in casa, andava a 200 Mega, dopo una settimana tale velocità è scesa a 30-40 Mega, senza potersi appellare a inosservanze del contratto, perché in piccolo c’era scritto che non era una banda garantita…. Come per i contratti 4G: non è colpa loro se in tal posto al mare o in campagna non prendi: lo sanno tutti che qui non c’è copertura… Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro sui Mega dichiarati in pubblicità “previa copertura del servizio”. Il 5G sarà peggio: solo in città potranno garantire certe velocità, ma senza satelliti, fuori dai centri urbani, dobbiamo sperare nella copertura del 4G. E intanto le società telefoniche stanno annunciando lo spegnimento del 3G, l’unica linea a banda larga disponibile dove non arriva il 4G, cioè la fibra ottica… Siamo così ingenui nel credere in una tecnologia che non c’è.

Conclusioni e proposte: il 5G è inutile, costoso e dannoso. Il 5G è una tecnologia ancora in fase sperimentale, non ancora attiva, neanche nelle 4 città sperimentali, ha una copertura uguale alla 4G finchè non verrà implementata la rete satellitare. Non sappiamo quando sarà e non potrà neanche essere “sperimentata” per ora, senza satelliti. Aggiunge esposizione a onde elettromagnetiche oltre i 6 V/m ammessi dalla legge italiana, non considera gli effetti cumulativi di esposizione dovuti all’inconfutabile legge della gabbia di Faraday. Bisogna abbattere gli alberi sul percorso delle onde radio tra antenne, fatto contrario agli accordi di Parigi, che prevedono la preservazione degli alberi, come polmoni verdi delle città. E bisogna preservare la biodiversità, fortemente influenzate dalle onde a frequenze ultra del 5G. Ricordiamo infine che i forni a microonde cuociono il pollo alla frequenza di 10 GHz, rimbalzata, è vero, ma con le frequenze da 26 GHz che rimbalzano tra 4 persone vicine, non sappiamo che succede….

Conclusioni: la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM, deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati” per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato. E la rete esistente 4G potenziata per le connessioni per strada, mobili.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga da 1 Gigabit in fibra a tutti, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

  • Molti cittadini e le amministrazioni locali, con una connessione a banda ultra larga con fibra FTTC, potrebbero dare libero accesso alla propria wifi a chiunque (hot spot pubblici), creando così una rete wifi libera a tutti e garantendo, con appositi router locali, una rete anche superiore al 5G e senza i danni del 5G.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in poche aree urbane, con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

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23 risposte

  1. Andrea ha detto:

    Molte delle affermazioni sono fatte con malizia, si vede che c’è la mano di un adulto in tutto ciò. Alcune sono vere, ma molte infondate, al limite del complottismo.

    • Angelo Gagliani ha detto:

      L’articolo è stato scritto dagli studenti con l’ausilio del prof. di Informatica e approfondendo molti aspetti con ricerche online. Il nostro scopo era proprio quello di aiutare a capire questa nuova tecnologia, a che punto è, e di stimolare una discussione sulla sua utilità o i suoi limiti attuali. I commenti liberi ai nostri articoli servono proprio a questo. Ma il suo commento è arbitrario: ci saremmo aspettati obiezioni più specifiche, comprovate, invece di giudizi frettolosi e non motivati.
      Può chiarirci quali sono le affermazioni “infondate”?

      • Alessandro ha detto:

        Se vuole inizio io, ed è solo un elenco parziale. E’ iniziativa lodevole che degli studenti approfondiscano una tecnologia ma bisogna anche cercare di essere rigorosi per quanto possibile.

        1. non ha alcun senso abbattere gli ostacoli quali gli alberi al fine di migliorare la propagazione del segnale 3G, 4G o 5G. Qualsiasi ostacolo fisico da sempre riduce l’intensità del segnale ricevuto. I sistemi di comunicazioni mobili sono progettati proprio per questo, per non essere in visibilità con l’antenna trasmittente al contrario di quelli radio-televisi che guarda caso richiedono in fatti il posizionamento di un’antenna sul tetto che guardi in direzione del sito trasmittente.
        2. Le stazioni radio base trasmittenti 4G o 5G non funzionano solo con la fibra, ma sono ampiamente utilizzati ponti radio terrestri dedicati e questo accade da decenni https://it.qwe.wiki/wiki/Backhaul_(telecommunications)
        3. LTE non è un acronimo cinese, però ammetto che questa frase mi ha fatto sorridere. Esiste un ente di standardizzazione, la 3GPP, andatevi a guardare su wikipedia di cosa si tratta.
        4. beamforming e massive MIMO non sono concetti esclusivamente 5G, possono essere utilizzati anche con segnali LTE e non trasmettono necessariamente una potenza maggiore rispetto a prima ma utilizzano una sofisticata trattazione matematica dei segnali per concentrare l’energia trasmessa solo dove è utile, aumentando la capacità del sistema. Le telecomunicazioni sono un esempio su come la matematica abbia applicazioni pratiche incredibili e affascinanti.
        5. il 5G NR è stato standardizzato e la sua versione NSA (non stand alone) che si appoggia al 4G è già operativa in diverse città italiane e del mondo. https://www.3gpp.org/release-15
        6. i forni a microonde lavorano a 2,45 GHz non 10 GHz ed emettono una potenza enormemente inferiore rispetto agli smartphone o al vostro router WiFi. Vi sembra un paragone corretto?
        7. il segnale a 26 GHz che rimbalza. Tutti i segnali radio rimbalzano. E’ la fisica ed è questo che consente ai cellulari sin dalla prima generazione di funzionare. Si chiama multipath propagation, ed è grazie a questo fenomeno fisico che è possibile il MIMO: https://en.wikipedia.org/wiki/Multipath_propagation
        8. 5G che utilizza radiazioni non ionizzanti paragonato ad un esame radiografico che utilizza radiazioni ionizzanti. Possibile che nessun docente abbia rivisto questo punto? Lo sapete che il 5G può funzionare anche su frequenze storicamente del 3G e 4G. Perché? Perché quello che cambia è come sono matematicamente rappresentati i segnali che vengono trasmessi. Se non sapete di cosa parlo cercate su wikipedia signal processing.
        9. Onde millimetriche mai utilizzate prima. Detto che inizialmente saranno davvero utilizzate in pochi casi ma cosa pensate che utilizzino i body scanner installati in molti aeroporti?

        • Marco Ferrari ha detto:

          Il nostro è un tentativo per dare informazioni complessive, con parole semplici, della tecnologia 5G, che giornali, siti web e mezzi di comunicazione non danno in modo completo. Siamo partiti dalla dichiarazione di OpenFiber: “La fibra ottica può esistere senza il 5G, ma il 5G non può esistere senza la fibra ottica.” da https://openfiber.it/tecnologie/5g/5g/.
          Nessuno parla di 5G terrestre e satellitare. Nessuno sa che il 5G satellitare non esiste ancora e che c’è una guerra in corso tra tecnologie cinesi e americane. E questa accelerazione sul 5G in Italia del Piano Colao in termini di rilancio Italia ci lascia perplessi. Abbiamo fatto, come scuola, lezioni online con Zoom, ma molti comuni nel brindisino non sono coperti da fibra ne da 4G LTE: questo ci ha fatto pensare.
          Si vuole lanciare il 5G, quando non c’è la copertura della fibra, e poi il 5G doveva essere sperimentale in sole 4 città, a Bari abbiamo visto poche antenne solo in certi quartieri.
          Abbiamo tralasciato la denuncia di Codacons contro il 5G, le azioni contro le pubblicità ingannevoli di Iliad, 3Wind, che già vendevano il 5G, e oltre 100 esposti in procura. Abbiamo tralasciato le moratorie di oltre 500 Comuni italiani sugli 8000 contro la sperimentazione 5G.
          Abbiamo tralasciato di dire che inizialmente il 5G lo spacciano sulle frequenze di 700 MHz occupate ora dalle TV per 20 anni e che ora dovranno lasciare, e noi dovremo risintonizzare i nostri decoder TV.
          Abbiamo tralasciato di spiegare che invece le onde millimetriche previste a 26 GHZ sono più soggette ai coni d’ombra di Faraday.
          LTE come long term evolution voleva dire che non ci sarebbe stato niente di più veloce del laser della fibra a velocità della luce. Se arrivasse in tutte le case FTTH, avremmo tutti una connessione a 1 Gigabit, invece dei 200 Mega promessi ora e non reali. In ogni servizio normalmente, come fornitura gas o corrente, la fornitura è garantita, con Internet no… non prendiamoci in giro.
          Beam forming sarà standard col 5G. E il segnale rimbalza: abbiamo fatto prove: se sono da solo, ricevo sotto i 6 V/metro, ma quattro amici che si incontrano, già con il 4G superano i 6 V/metro. E le prove di collaudo vengono fatte con un singolo operatore che riceve.
          Il confronto poi coi raggi X non era in senso scientifico: lo sappiamo che le onde radio non sono ionizzanti. Era giuridico: io posso non accettare a sottopormi ai raggi X, invece purtroppo sono costretto a subire i raggi millimetrici del 5G: è un trattamento sanitario obbligatorio per tutti, e lede il mio diritto alla salute. Ok, ci sono già le frequenze 3G e 4G, ma ho il diritto a oppormi a ulteriori irradiazioni aggiuntive in frequenze altissime. La wifi di casa io la notte la posso spegnere.
          Come studenti in tempi di Covid, di didattica a distanza, chiediamo che gli sforzi dello Stato siano fatti per implementare il più possibile la copertura in fibra in tutti i Comuni, che sia gratuita per tutti e con la conseguente copertura di hotspot gratuiti nei Comuni per tutti. Questa sarebbe una politica necessaria e importante per il rilancio economico e sociale del paese.
          È solo una nostra proposta stupida da studenti impreparati e superficiali…

          • Alessandro ha detto:

            Caro Marco, io capisco il vostro punto di vista e cerco solo di divulgare alcuni concetti delle telecomunicazioni mobili, mi interessano meno gli aspetti politici in questa sede (gratuità o meno del servizio internet e così via). Da tecnico sono assolutamente convito anche io che la FTTH dovrebbe avere una diffusione nazionale, come il 4G LTE.
            Allo stesso tempo non posso farti notare che la luce del LASER (che è una radiazione elettromagnetica) viaggia all’interno della fibra a una velocità inferiore a quella della luce per via dell’indice di rifrazione della fibra stessa e paradossalmente un segnale radio nell’aria è più veloce! E’ per questo che alcune aziende che si occupano di finanza e di mercati stanno investendo in collegamenti attraverso ponti radio.
            La fibra ottica è condizione necessaria, ma se ci sono zone distanti o complicate da raggiungere in fibra posso utilizzare dei ponti radio per l’ultima tratta che garantiscano prestazioni analoghe. La rete principale sarà sempre ovviamente in fibra. Hai mai sentito parlare di Fixed Wireless Access (FWA)?
            Per quanto riguarda i limiti di esposizione, sapete bene che i 6 V/m sono cumulativi su tutta la banda di riferimento, prova è che gli operatori in alcuni casi non possono attivare il 5G in alcune zone proprio perché tale livello è già raggiunto. Avrete anche approfondito il tema dei 6 V/m che in italia è un limite che non ha basi scientifiche, ma è su base precauzionale. In Europa il valore medio corrispondente in molti paesi è di 60 V/m. Ma qui si apre una discussione molto ampia come puoi capire che vorrei evitare.
            Sul fatto che i servizi di telecomunicazione promettano una velocità spesso non garantita è forse una semplificazione del marketing , ma il problema è di natura tecnica/economica e potrebbe essere complesso spiegarlo al consumatore. Le persone apprezzano le spiegazioni semplici, e invece la realtà spesso è complessa.
            Il 5G è una evoluzione della tecnologia radio (e non solo) che abiliterà dei servizi che con le attuali reti 4G non è possibile soddisfare: sarò il mercato come al solito a decretarne il successo o meno. Vi racconto un aneddoto, quando nella 3GPP si pensava al 3G (fine anni 90) si era convinti che le videochiamate nel primi anni 2000 sarebbero state la killer application: è stato un flop. Un po’ di anni più tardi Apple lancia il suo primo iPhone e un gruppo di ragazzi si ritrova quindi uno smartphone e delle reti dati in mobilità. Quel gruppo di ragazzi pensa a una applicazione di messaggistica rivoluzionaria: WhatsApp. Applicazione che senza reti dati 3G non sarebbe stata possibile utilizzare in mobilità. Da li è cresciuta sempre di più la richiesta di dati in mobilità, il 4G (pensato negli anni 2000) arriva in tempo per consentire agli operatori di soddisfare questa domanda crescente di dati. Il 5G è una evoluzione che mette in conto che una rete mobile (e sottolineo mobile) possa servire non solo per le chiamate e internet, ma anche per offrire servizi molto particolari (telemedicina, controllo remoto di veicoli, machine type communications….). E’ normale che un consumatore di oggi possa non vedere alcun un vantaggio rispetto al 4G al momento. Ma chi ci dice che qualcuno non possa, grazie a questa nuova tecnologia pensare a qualcosa di nuovo? E spesso sarete proprio voi, nuovissima generazione ad avere la giusta dose di inventiva per sfruttare al meglio una nuova tecnologia.
            Per il resto essendo un vostro conterraneo di origini sono molto contento che un gruppo di ragazzi così giovani si cimenti in un approfondimento di questo tipo. Il mio vuol essere solo un tentativo di spiegare bene la tecnologia (e anche un po’ di basi teoriche sulle quali si appoggia), visto che me ne occupo lavorativamente da 10 anni, con il rigore che ne consegue e a beneficio di tutti. Non per farvi cambiare idea o opinione, ci mancherebbe.

  2. Buongiorno ragazzi,
    grazie per aver condiviso questa analisi. Mi piacerebbe però capire meglio alcuni punti.
    Ho letto giusto una piccola parte della vostra analisi, ma non mi tornano alcune informazioni dichiarate:
    -“dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada”
    Potete inserire la fonte di questa affermazione?

    Inoltre a proposito di:
    -“Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio.”
    Segnalo che il MISE si sta già occupando di liberare queste frequenze. fonte: https://www.hwupgrade.it/news/telefonia/5g-in-italia-iniziano-a-spegnersi-le-frequenze-televisive-a-700-mhz-cosa-cambiera_86533.html
    -“toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina)” ora non mi pare che la riservatezza delle nostre “comunicazioni” sia tutelata dallo stato italiano. “WhatsApp e Facebook” i due strumenti di comunicazione più utilizzati oggi sono già in mano a player esteri.
    -“Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale”
    Le radiazioni emesse non sono ionizzanti quindi diverse dai Raggi X o da sostanze radioattive.

    grazie

    • m ha detto:

      informati meglio, sai cos’è una pubblicazione scientifica ? Non esiste solo google.. dal nome sembri internettologo e dovresti saperlo meglio di me, ci sono dei motori di ricerca specifici (chi cerca trova) ma se pensi ai videogiochi invece che al tuo diritto alla Salute mi spiace per te !

      • Angelo Gagliani ha detto:

        Per l’emergenza climatica pubblichiamo sempre nella nostra climateca articoli scientifici passati da Cedeuam UniSalento… L’articolo è una riflessione di noi studenti sul 5G, una ricerca di approfondimento da usare nelle scuole per avere una idea sullo stato del 5G e le nostre proposte di concentrare le risrose invece sulla fibra. Il 5G non è pronto, è in sperimentazione, non ci sono i satelliti… di che si parla?

    • Angelo Gagliani ha detto:

      – Per gli alberi da abbattere: https://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/e-tutto-vero-gli-alberi-ostacolano-il-5g/ e http://www.europeanconsumers.it/2019/07/15/alberi-e-5-g/
      – Per le frequenze a 700 MHz confermi quanto detto da noi: non sono ancora libere, e i concessionari avevano un contratto per 20 anni…
      – Whatsapp e Facebook è un consenso del singolo: qui stiamo parlando di dati nazionali che passerebbero dal 5G: ricordiamo Echelon e la causa UE contro la base…
      – Trattamento sanitario: volevamo far notare che per fare i raggi X all’ospedale, io devo dare il consenso: col 5G lo subisco senza il mio consenso, anche se non uso il 5G. Non sono radiazioni ionizzanti, ma che abbiano qualche effetto sul nostro corpo è certo: non sappiamo in che misura e quanto… è tutto sperimentale, ma il Piano Colao vuole approvarlo senza nessuna certezza scientifica sugli effetti.
      Grazie per il commento, che ci serve per capire meglio la situazione.

  3. Francesca M. ha detto:

    Complimenti per questo articolo molto accurato.
    Mi interessa segnalarvi un’alternativa al wi-fi (che sono microonde) e cioè il Li-fi che utilizza la luce visibile (meno dannosa per la salute).
    Ecco il link a un recente articolo del Sole24Ore: https://www.facebook.com/2354935248087240/photos/a.2368075860106512/2640776976169731/

  4. Carlo Cardarelli ha detto:

    COMPLIMENTI PER IL VOSTRO GRANDE LAVORO SUL 5G!!! Complimenti soprattutto all’insegnante Angelo Gagliani, Come Associazione Consumatori ed Utenti ACU Marche siamo totalmente concordi con le Vostre tesi, E’ INUTILE IL 5G!

  5. Francis ha detto:

    Questi ragazzi,coordinati da un valido Docente,hanno prodotto una ricerca seria e fondata su un argomento di pregnante attualità.Complimenti per il progetto,che dovrebbe essere un modello per altri Istituti.

  6. Buttari Mirco ha detto:

    Buongiorno, premetto non sono un esperto, e come non esperto sono interessato ai vari pareri pro e contro, suggerirei di evitare lo scivolamento verso il sarcasmo o erigere muro contro muro.

    Dubito infatti che quì vi siano persone “pagate” da una parte o l’altra o che scrivono malafede cercando di fare complottismo, più semplicemente si sarà fatto un idea +/- genuina +/- scientifica da +/- fonti affidabili, alla fine, io credo, ci si dovrebbe limitare a fornire il proprio prezioso parere limitandoci a dire
    “SI – perchè avremo questi vantaggi e svantaggi/rischi + FONTI”
    “NO – perchè avremo questi svantaggi/rischi e vantaggi + FONTI”
    senza lasciarsi trascinare dal “l’ho sentito dire , l’ho letto su Topolino, l’ha detto mio cugino..” (cosa che, a onor del vero, non fortunatamente ho riscontrato nei commenti sopra).

    Lodevole l’iniziativa del professore che stimola e invita finalmente i ragazzi a confrontarsi e ricercare con spirito critico e scientifico;
    lodevoli i ragazzi che hanno seguito l’invito del prof, pur sapendo che il compito non sarebbe esaurito con 3 minuti di ricerca su faceb.

    Grazie e continuate così, … tutti 🙂

  7. Buttari Mirco ha detto:

    (cosa che, a onor del vero, NON HO fortunatamente riscontrato nei commenti sopra) (peccato non per editare)

  8. Giuseppe Bianchi ha detto:

    Rimanendo disponibili ad un confronto serio e soprattutto basato su risultati scientifici, vi invitiamo preliminarmente a documentarvi usando pubblicazioni scientifiche, soggette a peer review e che non appaiono confermare le vostre tesi (al contrario…). Alcuni riferimenti iniziali:

    The Truth is Out There: Examining the Science Around 5G Paranoia
    https://www.comsoc.org/publications/ctn/truth-out-there-examining-science-around-5g-paranoia
    (articolo facile da leggere, scritto per non esperti)

    Will the Proliferation of 5G Base Stations Increase the Radio-Frequency “Pollution”?
    https://arxiv.org/abs/1912.00902
    (pubblicazione vincitrice di best paper award alla conferenza internazionale VTC 2020, anche questa e’ scritta per non esperti anche se, dovendo essere necessariamente oggettiva e scientifica, non e’ del tutto esente da una analisi matematica)

    Health Risks Associated with 5G Exposure:
    A View from the Communications Engineering
    Perspective
    https://arxiv.org/pdf/2006.00944.pdf
    (entra nel merito delle problematiche di 5G e salute, analizzando con attenzione varie fonti scientifiche)

    • Giuseppe Bianchi ha detto:

      Nessun commento? Discussione conclusa? Sarei curioso di sapere se gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con la letteratura scientifica da me suggerita, ed hanno percepito la differenza enorme tra le varie fonti informative reperibili sul web – il lavoro che ho suggerito di consultare sugli effetti del 5G sulla salute, con oltre 250 riferimenti scientifici, seppur pesante da leggere (informarsi richiede comunque un minimo di sacrificio) è un esempio chiaro di cosa vuole dire fare una analisi scientifica dettagliata e oggettiva – https://arxiv.org/pdf/2006.00944.pdf

      • Marco Ferrari ha detto:

        Salve, stiamo analizzando i suoi documenti. Le ricordiamo che il 5G è una tecnologia ancora in fase di sviluppo e ancora inutilizzabile. Sono già avvenuti grandi investimenti (e si spinge per il 5G non per necessità ma per recuperarli il più presto possibile) quando questo è sperimentale in solamente 4 città in Italia. Oltre al fatto che deve ancora essere creata la rete satellitare e la presenza totale di fibra che possono consentire la copertura capillare (che dunque è impossibile da raggiungere in questo momento). Non si sa ancora se l’Italia aderirà alla tecnologia 5G cinese ZTE/Huawei oppure a quella americana (ancora inesistente). In breve: non esiste nessun chiaro progetto del 5G in Italia, mentre si potrebbe investire sulla copertura ancora insufficiente di fibra ottica e 4G LTE, e al suo sviluppo e avanzamento.

        • Giuseppe Bianchi ha detto:

          Investire sullo sviluppo ed avanzamento di 4G/LTE? Certo, ma a questo punto mi confondete e non capisco la differenza: 5G e’ infatti la diretta evoluzione di 4G/LTE, NON e’ una tecnologia alternativa! Quindi investire su 5G vuole proprio dire investire sull’avanzamento di 4G/LTE!! Nella standardizzazione 3GPP non si parla infatti di 4G o 5G ma di release successive di una stessa tecnologia in evoluzione. (per 5G intendiamo infatti le release 15+ dello standard 3GPP, la release 14 e’ considerata informalmente un 4.5G e cosi via all’indietro). Mi sembra che la discussione si basi su una idea preconcetta di discontinuita’ tecnologica che in realta’, almeno per noi tecnici, non e’ certamente cosi’ netta come i messaggi di marketing potrebbero erroneamente suggerire.

  9. Luca ha detto:

    Rispondo puntualmente ad alcune affermazioni riportate nel testo.

    Inutile perché ogni antenna 4G richiede 10 antenne 5G, aumentando il limite di campo elettrico, in Italia fissato per legge a 6 Volt/metro, portandolo a 61 V/m. -> Assolutamente falso. Il calcolo spannometrico di “10 antenne 5G ogni antenna 4G” dove lo avete preso? Ci sono diverse tecnologie/frequenze/apparati usati nel 5G che avranno anche diversi obiettivi, ovvero: i) copertura, ii) mix di copertura e capacità, e iii) capacità. Per le stazioni radio base che ricadono in i) e ii) l’area di copertura sarà paragonabile (se non maggiore) rispetto alle tecnologie esistenti.

    Inutile perché dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada. -> Falsissimo. La storia dell’abbattimento degli alberi è una fake news. Basta leggersi le ordinanze dei Comuni che riportano chiaramente come la manutenzione del verde rientri negli interventi interventi di ordinaria amministrazione, senza alcun rapporto con l’installazione di stazioni radio base 5G. 

    Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio. -> Falso. Esiste un piano di dismissione, altrimenti gli operatori non avrebbero sborsato un euro per le frequenze a 700 MHz.

    Inutile perché la rete 5G toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina). Perché perciò viola il nostro diritto di privacy.  -> Falso. Lo Stato non ha nessun controllo sulle comunicazioni, altrimenti ci troveremo in un regime totalitario. Ovviamente la magistratura può disporre l’intercettazione degli utenti e/o l’accesso alle comunicazioni laddove ritenuto necessario.

    Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale, ma noi non lo vogliamo. -> Frase allarmistica senza senso. I campi elettromagnetici generati da stazioni radio base delle reti cellulari sono sempre molto contenuti, e lo saranno anche per il 5G. Esiste in Italia una normativa molto severa riguardo all’esposizione a campi elettromagnetici, ancora più stringente rispetto a quelle stabilite da organismi internazionali. Le normative attuali garantiscono la minimizzazione del rischio, ovvero la prevenzione degli effetti certi (esempio: surriscaldamento dei tessuti) e il contenimento di possibili effetti a lungo termine, che non sono stati ancora scientificamente provati fino ad ora. NON è quindi assolutamente corretto parlare di “trattamento sanitario obbligatorio di massa”, in quanto NON saremo cavie di nessun esperimento. Inoltre l’esposizione ai campi elettromagnetici dalle stazioni radio base è totalmente differente rispetto a quella dei raggi all’ospedale. Si tratta infatti delle differenza elementare fra radiazioni non-ionizzanti e radiazioni ionizzanti, differenza che dovrebbe essere compresa a fondo dagli autori di questo post prima di lanciare proclami del tutto infondati dal punto di vista scientifico.

    Inutile perché la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM. -> La maggior parte delle connessioni odierne avviene su reti mobili. Sono gli utenti che usano sempre più spesso i terminali durante gli spostamenti. Sono gli stessi utenti che non vogliono le stazioni radio base installate sui palazzi, ma che poi si lamentano perché non riescono ad utilizzare lo smartphone mentre sono in movimento. Pensare che le reti cellulari possano essere totalmente rimpiazzate da collegamenti fissi in fibra ottica è assolutamente irreale nel mondo odierno. Anche senza installare nessuna stazione radio base 5G, è irrealistico sostenere che le comunicazioni su reti cellulari siano inutili. Anche la frase “la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM” lascia intendere che state tralasciando tutti i problemi tecnici che stanno dietro il cablaggio in fibra ottica, problemi che poi si riflettono sull’impossibilità di fornire  FTTH a tutti gli utenti. A ogni modo la connessione FTTC garantisce prestazioni di tutto rispetto, a patto di non essere troppo distanti dal cabinet. A titolo di esempio nella mia abitazione arrivo a 70Mbps in downlink e 20Mbps in uplink.

    Deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati”, per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato -> State confrontando l’Italia con altri Paesi molto diversi in termini di territorio e di popolazione. Per portare la fibra occorrono degli investimenti massicci, investimenti che richiedono fra l’altro di scavare nel terreno per far passare i cavi. Come si ripagano questi investimenti se la connessione è gratuita? Anche ammettendo che lo Stato si sobbarchi una parte dei costi di cablaggio, non è pensabile che l’utente finale non paghi nulla, specialmente in un Paese sviluppato come l’Italia, in cui il reddito pro-capite è di gran lunga superiore rispetto a molti altri Paesi mondiali (ad esempio in Africa). 

    Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga in fibra da 1 Gigabit a tutti e potenziare il conseguente 4G mobile, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche per il 5G mobile, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone. -> Ok per la banda ultralarga, ma la frase “potenziare il conseguente 4G mobile” equivale esattamente a portare il 5G, ovvero un’evoluzione che permette di perseguire diversi obiettivi (copertura, mix di copertura/capacità, capacità), a seconda del servizio offerto sul territorio. Curiosa poi la frase relativa al regalo di soldi pubblici alle multinazionali telefoniche. Semmai sono gli operatori telefonici che hanno sborsato una cifra non indifferente (superiore rispetto a molti altri Paesi) per poter utilizzare le frequenze del 5G.

    La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in alcune aree urbane con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti. -> Certamente la connessione veloce deve essere un diritto, ma non è detto che debba essere gratuita. Per quanto riguarda gli effetti della salute del 5G (così come delle tecnologie precedenti), esistono normative molto severe che definiscono dei limiti massimi di esposizione, che garantiscono di evitare qualunque effetto termico. Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine (esempio tumori), gli studi in letteratura (quelli seri, non quelli propugnati dai ciarlatani) mostrano come non sia stata dimostrata una relazione di causa-effetto fra l’insorgenza di malattie e il livello di esposizione (ovviamente a patto di operare entro i limiti di legge). Ovviamente la ricerca su possibili effetti a lungo termine deve andare avanti, per trovare possibili effetti non ancora noti. Attenzione: possibile non vuole dire certo, quindi allo stato attuale non c’è nessun motivo per bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G. Per quanto riguarda il ritorno degli investimenti nelle zone rurali, purtroppo questo è ancora un tema irrisolto, in quanto esistono degli impedimenti tecnologici (oltre che economici), per poter garantire le stesse prestazioni agli utenti rispetto alle zone urbane. Lo sviluppo di tecnologie che garantiscono un’elevata velocità unita ad un costo di installazione modesto rappresenta uno degli obiettivi che la comunità scientifica sta perseguendo, e non si escludono ulteriori novità in futuro.

    Infine, leggendo velocemente il testo, mi sono imbattuto in questa frase: “Ricordiamo infine che i forni a microonde cuociono il pollo alla frequenza di 10 GHz, rimbalzata, è vero, ma con le frequenze da 26 GHz che rimbalzano tra 4 persone vicine, non sappiamo che succede….” Ma siete seri? State confrontando due apparati completamente diversi. Il forno a micro-onde ha appunto come obiettivo di cuocere il pollo, non di effettuare una comunicazione. Le potenze che utilizza il forno a micro-onde sono  ordini di grandezza superiori rispetto a quelle irradiate da qualunque stazione radio base (passata, presente, futura). Inoltre anche la frase “non sappiamo quello che succede” è totalmente priva di fondamento: esistono dei software di simulazione, che sono in grado di predire in maniera dettagliata i valori campo elettromagnetico irradiati dalle stazioni radio base, considerando TUTTO ciò che modifica la propagazione, ovvero edifici, materiali, ostacoli, localizzazione dei terminali utente.

  10. Donato ha detto:

    Bravi a docenti e ragazzi che hanno trattato questo argomento, fare chiarezza non è molto facile e e per certi argomenti non è possibile. Una valutazione ” Reale” sulla dannosità o meno delle onde elettromagnetiche non esiste , tanti studi studi fatti ma , a mio modesto avviso, poche certezze. Quello delle trasmissioni a onde radio è un campo relativamente giovane, mentre la sua evoluzione è spaventosa tanto da non riuscire a “starci dietro”
    Che dire, 3G, 4G, 5G, ognuna ha suoi pro e i suoi contro, anche se l’ elettronica può aiutare parecchio alla riduzione dei rischi di “contaminazione elettromagnetica” non li può annullare del tutto quindi, anche su questo argomento, in nome del “PROGRESSO”verranno accettate condizioni , chiamiamole, non perfettamente sicure come fu per l’ amianto anni addietro Buon Lavoro

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