Il 5G è inutile: spiegato dagli studenti

Brindisi, Ponte de Gasperi – Corso Roma

Siamo studenti del Liceo Scientifico “Ferdinando” di Mesagne, opzione Scienze Applicate. Abbiamo approfondito lo studio sul 5G a scuola, tecnologia “in sperimentazione” in Italia, e inserita tra le priorità nel piano per la cosiddetta Fase 3, “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”. 

Abstract: il 5G è inutile: perché è basato sempre sulle linee a fibra ottica terrestri (con copertura solo nei grandi centri) e sul satellitare (non ancora attivo). Inutile perché ogni antenna 4G richiede 10 antenne 5G, aumentando il limite di campo elettrico, in Italia fissato per legge a 6 Volt/metro, portandolo a 61 V/m. Inutile perché dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada. Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio. Inutile perché la rete 5G toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina). Perché perciò viola il nostro diritto di privacy. Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale, ma noi non lo vogliamo. Inutile perché la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM. Deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati”, per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga in fibra da 1 Gigabit a tutti e potenziare il conseguente 4G mobile, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche per il 5G mobile, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in alcune aree urbane con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

Analisi della tecnologia 5G e storia delle telecomunicazioni “mobile”

5G: si tratta delle stesse richieste avanzate dalle compagnie telefoniche, recepite senza scrupolo dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato dall’ex top manager di Vodafone Vittorio Colao, che prevede nel punto “27. Sviluppo reti 5G”, volto ad adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei. Colao presenta il suo Piano di 102 pagine agli Stati generali e chiude la task force, dopo che è venuto fuori il suo conflitto di interesse come attuale consigliere di amministrazione dell’americana Verizon, leader mondiale sul wireless di quinta generazione: è Board Committee for Corporate Governance and Policy, Finance. Per essere biblici: lancia la pietra e nasconde la mano…

 Vediamo perché la tecnologia 5G ancora non esiste (anche se già la vendono) e perché è inutile, con le parole povere che si usano a scuola per far capire le tecnologie a tutti gli studenti.

L’evoluzione delle tecnologie di comunicazione digitali: linee fisse e mobile

1. Le linee telefoniche mobili (cioè dei nostri cellulari) si dividono in Generazioni:

–  l’1G era la linea ETACS di Motorola (svedese), telefoni solo voce installate sulle auto di manager e ministri, funzionanti solo in autostrada, con tanto di cornetta….

–  Poi arriva il 2G, detto GSM, di Nokia (finlandese), introdotto in Italia nel 1992: i primi cellulari solo telefonate e SMS con la tastiera T9. Evoluzione sono il GPRS (detto 2.5G) ed EDGE (2.75G), i cellulari “che si aprono” e fanno foto (MMS), e ancora attivo oggi dove non si ha nessuna altra copertura, con la sigla E.

  •  Solo nel 2000 arriva il 3G, detto UMTS e dopo il 2005, HSDPA o H+, basato sulla tecnologia a terra ADSL, già, perché i ripetitori devono basarsi su una linea a terra per diffondere poi in aria il segnale radio. L’invenzione è epocale: usando i vecchi cavi in rame telefonici, senza nuove infrastrutture essenziali, il nostro doppino del telefono di casa passa da 56K (=kilobit al secondo) ad una velocità fino a 7 Mega (1 megabit=1024 kilobit). Come? I koreani scoprono che le normali comunicazioni usano solo i primi 4 KHz della banda di frequenza del doppino telefonico, ma il vecchio cavo supporta bande oltre il MHZ, cioè 250 volte tanto: con un nuovo modem ADSL, la banda viene suddivisa in oltre 250 sottocanali da 4 KHZ, e la velocità sarà così 250 volte più veloce, senza cambiare i cavi SIP sostituiti negli anni ’70. Geniale. E la maggior parte di questi sottocanali sono dedicati al download, perché la gente scarica da Internet più che caricare: si chiama infatti linea asimmetrica. Questa è la banda larga.

I nuovi ripetitori per cellulari sono allacciati a questa “nuova” linea. Con la versione H+ nasce anche nel 2006 il primo smartphone Apple iphone: nascono in quegli anni i social: Facebook, Instagram, Whatsapp, Twitter, Youtube…

– Nel 2016 l’Italia, rimasta al 74° posto per connessione Internet (si chiama Digital Divide, cioè paese sottosviluppato nel digitale), riceve un finanziamento dalla UE per cablare tutto il territorio nazionale con la fibra ottica, un laser che corre lungo un tubicino in vetro, ma alla velocità della luce. Nessun elettromagnetismo, salutare, ma ha bisogno di una nuova infrastruttura cablata: spaccare le strade delle città e delle campagne in tutta Italia: rifare una nuova rete nazionale à si chiama banda ultra larga.

Gli appalti vengono dati a

  • Openfiber, che sta creando la rete fibra FTTH, società 50% ENEL che così entra nel mercato telecomunicazioni, e 50% Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce i risparmi degli italiani che hanno un conto in Poste Italiane. Presidente: Franco Bassanini… FTTH porta la fibra direttamente in casa, con velocità di 1 Giga (=1024 Megabit per secondo);
  • Tim, che ha creato già prima la rete fibra mista FTTC, cioè fino alla centralina grigia agli angoli della strada è in fibra, poi l’ultima parte fino a casa rimane in doppino in rame (si chiama ultimo chilometro: unica eccezione alla liberazione delle reti di comunicazioni dal monopolio SIP).  Quella che abbiamo in molti e che chiamiamo fibra. Velocità 200 Mega (non garantiti).
  • Parallelamente, altri operatori creano reti urbane in fibra, come Fastweb.
  • Con le nuove velocità e la rete in fibra nasce il 4G per cellulari: le antenne sono basate a terra sulla rete a fibra ottica: la linea mobile si chiama LTE (Long Term Evolution), acronimo cinese che prevede una evoluzione a lungo termine: niente può essere più veloce della luce laser che viaggia nella fibra. E’ il contratto che abbiamo tutti oggi, ma che funziona in 4G solo dove c’è  la fibra ottica… Al mare, in campagna, nei monti, nei paesi più piccoli non c’è ancora la fibra, perciò il 4G non prende. Ma le compagnie telefoniche ce la vendono lo stesso. Abbiamo tutti dovuto cambiare i nostri vecchi Samsung e iphone per poter usare le SIM 4G.

In Italia il 4G c’è dal 2014, ma non tutto il territorio è ancora coperto. Download a 326 Mbps, upload a 86 Mega, ma di solito la linea è limitata.

L’asta delle frequenze 4G è stata fatta già nel 2011 vinta da Vodafone, Tim, Wind e H3G. Usa frequenza a 2.4 GHz (come la wifi di casa) con antenne dislocate a 1.2 Km e antenne direzionali fino a 60 Km.

Il “miracolo del 5G” e l’Internet of Things

  • Nel 2017 si inizia a parlare di 5G, detto Next nella sua versione cinese. Come fa ad essere più veloce della fibra? C’è il trucco… Se cercate 5G su internet, wikipedia è ferma alle notizie del 2017 e tutti i siti tecnologici o ufficiali parlano di Internet delle cose, auto che si guidano da sole, lavatrici da comandare a distanza, ora si parla di smart working, innovazione digitale, tutte cose che facciamo già con ADSL e fibra a casa e con il 4G LTE col cellulare.

Nessuna fonte spiega però la tecnologia, per capire se può far male o no. Partiamo col principio che tutte le onde elettromagnetiche, a seconda delle frequenze usate e della distanza dalla fonte, fanno male: dalla radiosveglia al cellulare tenuto davanti all’orecchio per telefonare. Ogni tecnologia può fare più o meno male, secondo come si usa… Chissà perché ci vendono i cellulari già con cuffie/microfono e un librettone di istruzioni che nessuno legge…

L’asta delle frequenze 5G porta nell’ottobre 2018 circa 6.55 miliardi nelle casse dello Stato. Gli investimenti di TIM, Vodafone, Wind3 e Iliad devono rientrare…

Fonte: repubblica.it

1. Tecnologia 5G: è una tecnologia mista basata sulla rete a fibra ottica a terra, e sui satelliti nelle zone non coperte da fibra, nessuno lo sa…. La fibra è perfetta, ecologica, solo un laser sotterraneo. Ma anche le antenne 4G LTE sono basate su fibra, e diciamo che vanno già bene contro il digital divide… Ma anche le antenne 5G sono basate sulla fibra, che poi irradiano il segnale con frequenze diverse e con onde diverse, che hanno 10 volte tanto antenne wifi. “La fibra ottica può esistere senza il 5G, ma il 5G non può esistere senza la fibra ottica.” da https://openfiber.it/tecnologie/5g/5g/

2. Sperimentazione 5G: abituiamoci a suddividere il 5G in rete terrestre e rete satellitare (nessuno lo dice). La rete terrestre, basata su linee a fibra ottica a terra, è in fase sperimentale in 4 città italiane, tra cui Bari. La rete satellitare non esiste: per ora 12 satelliti americani della Starlink di Egon Musk e circa 4500 satelliti cinesi della cordata ZTE/Huawei. Per coprire il pianeta sono previsti almeno 45000 satelliti. Qualcuno in Salento li ha visti passare gli Starlink: 12 stelle che attraversavano il cielo in formazione diagonale: il cielo non sarà più fatto di stelle… ma ne parliamo più avanti…

Per la sperimentazione 5G , che in realtà sta andando oltre le 4 città, oltre 500 sindaci sugli 8000 comuni italiani hanno chiesto la moratoria, cioè di sospendere la sperimentazione sul proprio territorio, dato che sono responsabili della salute dei propri cittadini, ma il Piano Colao prevede di superare i pareri delle autorità locali.

Come funziona il 5G terrestre?

Sulle antenne già in funzione per il 3G, il 4G (moduli verticali rettangolari) e la diffusione radiotelevisiva (moduli tondi), verranno montati i nuovi ripetitori 5G, quadrati: mentre il segnale 4G è all around, e ci si aggancia a una cellula che ti segue nel raggio delle antenne (per questo i nostri telefoni si chiamano cellulari), come la wifi di casa, il 5G invece usa il beam forming o massive MIMO multiarray: una stazione base irradia in pratica fino a 64 segnali a una distanza massima di 150 metri senza ostacoli e con onde millimetriche.

Senza ostacoli: i segnali ad altissima frequenza (24 GHz) o onde millimetriche permettono antenne più piccole, ma il segnale viene assorbito da qualsiasi ostacolo sul percorso di propagazione: un albero, un muro, una mano, perciò le antenne verranno montate ogni 150 metri sui pali delle luci delle strade: ma non ci devono essere alberi…

Onde millimetriche: un “assembramento” di persone crea una gabbia di Faraday, cioè un aumento del limite di campo elettrico ben oltre i 6 Volt/metro permessi dalla attuale legge italiana, molto precauzionale. E’ per questo che il piano Colao chiede di elevare tale limite a 61 V/m, limite europeo. I monitoraggi vengono infatti eseguiti dalle compagnie con singolo operatore allineato all’antenna….

3. Tecnologia satellitare: gli americani, con Elon Musk e il progetto Starlink dovrebbero lanciare 12000 satelliti in orbita per il 5G, la Cina oltre 45000. Ma non ci sono ancora. Perciò il 5G allo stato attuale coprirebbe solo le città e solo i quartieri già cablati in fibra ottica e coperti dalle stazioni base ogni 150 metri liberi da alberi, per i satelliti non si sa quando…

4. Due tecnologie 5G non pronte: USA e Cina. E’ la famosa guerra commerciale sui dazi tra Stati Uniti e Cina. In realtà si basa sul predominio mondiale sulle tecnologie digitali 5G e il controllo delle informazioni: gli USA sono indietro come tecnologia. Guarda caso la guerra commerciale è partita con l’arresto della figlia del presidente della Huawei, accusata di spionaggio. In realtà tutta la guerra dei dazi, estesa ai paesi europei, sembra nata per frenare lo sviluppo tecnologico del 5G cinese guidato da ZTE e Huawei, che nel frattempo hanno istituito centri di ricerca e di eccellenza anche in Italia. La quarta guerra mondiale?

5. Le frequenze: ma sono libere tali frequenze? Allora: Dopo la legge Mammì degli anni ’90 le frequenze in Italia non sono libere. Solo le  frequenze dette SIM (Service, Industry and Manifacturing). Puoi usare liberamente la 2.4 GHz o la 5GHZ in casa per il wifi senza pagare niente, ma le altre sono tutte assegnate a pagamento dallo Stato. Le frequenze base da 700 MHz, liberate dalla Marina Militare, erano state assegnate a radio e TV private nel 2010 dallo Stato per vent’anni, ma ora servono per il 5G. Allora lo Stato ha obbligato i detentori di tali licenze a liberarle entro il 31 maggio 2020 dietro risarcimento danno non quantificato. Gli assegnatari si sono opposti e ora c’è la controversia… Nella delibera N. 89/18/CONS dell’Agcom, che indice una consultazione pubblica per assegnare alcune frequenze “al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G”, si legge poi che le frequenze in questione sono comprese “nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz”. Verranno spente gradualmente le frequenze TV: si parte dalla zona A (la RAI non è compresa per poco…). Ma tutto è ancora in forse…

Chiaramente le frequenze oltre i 26 GHz sono libere, perché mai usate prima… Possiamo essere sicuri sul loro effetto sull’uomo e gli altri organismi viventi? Nessuna sperimentazione, nessuno studio affidabile.

6. La privacy e la sicurezza nazionale: E’ semplice: già dobbiamo affidare i nostri dati all’app Immuni e in pochi lo hanno fatto, perché dovremmo affidare tutti i nostri dati dell’Internet of Things a chissà quale compagnia madre cinese o americana via satellite? Esiste una legge sulla tutela della privacy in Italia, che non dovrebbe garantire gli Anonymous Systems che controllano la rete. Tutti i dati, anche quelli nazionali, finanziari, economici, aziendali, passerebbero per forza attraverso satelliti non controllati dallo Stato Italiano. I nostri dati personali e le nostre preferenze verrebbero date gratuitamente a compagnie straniere, cinesi o americane. E’ possibile che nessuno se ne sia accorto?

7. La salute: un trattamento sanitario di massa: Come ricorda il Prof. Michele Carducci, dell’UniSalento di Lecce, l’infrazione dei diritti non è sul principio di precauzione verso tecnologie che ancora sono dibattute a livello scientifico, ma si tratta di un trattamento sanitario di massa, perché incide sulla salute umana: aumenta in modo esponenziale l’esposizione a campo elettrico di oltre 10 volte il limite fissato dalle leggi italiane, precauzionali. Ora il Piano Colao vorrebbe superare tale limite di 6 V/m a 61 V/m, limite europeo, ma senza nessuna giustificazione scientifica. In Italia siamo all’avanguardia anche per il limite dei coloranti nel cibo, per molti limiti che certificano i nostri prodotti come prodotti di qualità…. Non vogliamo adeguarci ai limiti europei lacunosi e dettati spesso dalle lobby a sfavore della salute dei cittadini.

8. 12’000 nuovi rifiuti: Il 78% dei 14’000 satelliti nella bassa orbita non è più in funzione e rappresenta detriti spaziali che impiegano secoli (in alcuni casi millenni) prima di rientrare bruciando in atmosfera annullando il loro impatto. Aumenta costantemente il rischio di collisioni con nuovi satelliti, le orbite divengono sempre più ristrette e non tutti i frammenti sono tracciabili (lo dimostrano i continui micro-traumi a cui è sottoposta la Stazione Spaziale Internazionale). Non esiste alcun piano concreto per ridurre i rifiuti spaziali attorno alla terra. L’immissione di 12’000 nuovi satelliti della costellazione Starlink, che di certo non dureranno in eterno, non può che aggravare la situazione: non potremo ignorare il problema a lungo!

9. L’inutilità del 5G: E’ un affare internazionale, deciso dalle lobby telefoniche per rientrare dei soldi che han speso nel proprio paese per le frequenze: una tecnologia inutile per costringere tutti a cambiare telefonino e contratto in nome di una presunta velocità contrattuale, che spesso non viene rispettata. Quando TIM ci ha installato la fibra ottica FTTC in casa, andava a 200 Mega, dopo una settimana tale velocità è scesa a 30-40 Mega, senza potersi appellare a inosservanze del contratto, perché in piccolo c’era scritto che non era una banda garantita…. Come per i contratti 4G: non è colpa loro se in tal posto al mare o in campagna non prendi: lo sanno tutti che qui non c’è copertura… Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro sui Mega dichiarati in pubblicità “previa copertura del servizio”. Il 5G sarà peggio: solo in città potranno garantire certe velocità, ma senza satelliti, fuori dai centri urbani, dobbiamo sperare nella copertura del 4G. E intanto le società telefoniche stanno annunciando lo spegnimento del 3G, l’unica linea a banda larga disponibile dove non arriva il 4G, cioè la fibra ottica… Siamo così ingenui nel credere in una tecnologia che non c’è.

Conclusioni e proposte: il 5G è inutile, costoso e dannoso. Il 5G è una tecnologia ancora in fase sperimentale, non ancora attiva, neanche nelle 4 città sperimentali, ha una copertura uguale alla 4G finchè non verrà implementata la rete satellitare. Non sappiamo quando sarà e non potrà neanche essere “sperimentata” per ora, senza satelliti. Aggiunge esposizione a onde elettromagnetiche oltre i 6 V/m ammessi dalla legge italiana, non considera gli effetti cumulativi di esposizione dovuti all’inconfutabile legge della gabbia di Faraday. Bisogna abbattere gli alberi sul percorso delle onde radio tra antenne, fatto contrario agli accordi di Parigi, che prevedono la preservazione degli alberi, come polmoni verdi delle città. E bisogna preservare la biodiversità, fortemente influenzate dalle onde a frequenze ultra del 5G. Ricordiamo infine che i forni a microonde cuociono il pollo alla frequenza di 10 GHz, rimbalzata, è vero, ma con le frequenze da 26 GHz che rimbalzano tra 4 persone vicine, non sappiamo che succede….

Conclusioni: la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM, deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati” per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato. E la rete esistente 4G potenziata per le connessioni per strada, mobili.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga da 1 Gigabit in fibra a tutti, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

  • Molti cittadini e le amministrazioni locali, con una connessione a banda ultra larga con fibra FTTC, potrebbero dare libero accesso alla propria wifi a chiunque (hot spot pubblici), creando così una rete wifi libera a tutti e garantendo, con appositi router locali, una rete anche superiore al 5G e senza i danni del 5G.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in poche aree urbane, con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

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4 risposte

  1. Andrea ha detto:

    Molte delle affermazioni sono fatte con malizia, si vede che c’è la mano di un adulto in tutto ciò. Alcune sono vere, ma molte infondate, al limite del complottismo.

    • Angelo Gagliani ha detto:

      L’articolo è stato scritto dagli studenti con l’ausilio del prof. di Informatica e approfondendo molti aspetti con ricerche online. Il nostro scopo era proprio quello di aiutare a capire questa nuova tecnologia, a che punto è, e di stimolare una discussione sulla sua utilità o i suoi limiti attuali. I commenti liberi ai nostri articoli servono proprio a questo. Ma il suo commento è arbitrario: ci saremmo aspettati obiezioni più specifiche, comprovate, invece di giudizi frettolosi e non motivati.
      Può chiarirci quali sono le affermazioni “infondate”?

  2. Buongiorno ragazzi,
    grazie per aver condiviso questa analisi. Mi piacerebbe però capire meglio alcuni punti.
    Ho letto giusto una piccola parte della vostra analisi, ma non mi tornano alcune informazioni dichiarate:
    -“dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada”
    Potete inserire la fonte di questa affermazione?

    Inoltre a proposito di:
    -“Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio.”
    Segnalo che il MISE si sta già occupando di liberare queste frequenze. fonte: https://www.hwupgrade.it/news/telefonia/5g-in-italia-iniziano-a-spegnersi-le-frequenze-televisive-a-700-mhz-cosa-cambiera_86533.html
    -“toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina)” ora non mi pare che la riservatezza delle nostre “comunicazioni” sia tutelata dallo stato italiano. “WhatsApp e Facebook” i due strumenti di comunicazione più utilizzati oggi sono già in mano a player esteri.
    -“Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale”
    Le radiazioni emesse non sono ionizzanti quindi diverse dai Raggi X o da sostanze radioattive.

    grazie

    • m ha detto:

      informati meglio, sai cos’è una pubblicazione scientifica ? Non esiste solo google.. dal nome sembri internettologo e dovresti saperlo meglio di me, ci sono dei motori di ricerca specifici (chi cerca trova) ma se pensi ai videogiochi invece che al tuo diritto alla Salute mi spiace per te !

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