n.7: “The Anthropocene equation” Owen Gaffney, Will Steffen

Quanto influisce l’uomo sui cambiamenti climatici? E quanto invece è da ascrivere alla natura e alle sue evoluzioni? La risposta è contenuta in una equazione matematica messa a punto da un team di esperti di cambiamenti climatici, guidati da Will Steffen dell’Australian National University.
Il sistema Terra, coincidente con la biosfera e le interazioni al suo interno tra atmosfera, idrosfera, criosfera e litosfera (ossia aria, acqua, ghiacci e strati superficiali della crosta terrestre), è stato dominato, negli ultimi 4 miliardi e mezzo di anni, prevalentemente da fattori astronomici e geofisici. Solo negli ultimi cinquant’anni, le attività dell’uomo hanno portato a ritmi eccezionalmente rapidi di trasformazione di questa interazione, accelerando il cambiamento climatico di ben 170 volte.
L’equazione, quindi, si fonda sul confronto tra l’influenza delle forze naturali all’opera per miliardi di anni sulla Terra e l’emissione antropogenica di gas serra nell’era industriale contemporanea (quella della produzione e del consumo fossile “di massa”).
Si è così riscontrato che, se, da un lato, l’impatto delle forze naturali ha teso sempre verso lo zero, trattandosi di processi perturbativi del clima estremamente lenti o piuttosto rari o in armonia con le componenti della biosfera, contribuendo a un riscaldamento globale di circa 0,01°C ogni secolo, dall’altro, le emissioni di gas serra di origine antropica, negli ultimi 45 anni, hanno innalzato la temperatura globale di 1,7°C, quindi con un incremento circa 170 volte superiore.
Inoltre, se a questa equazione si aggiunge quella di “Lotka-Volterra” sul superamento della “capacità portante” della predazione umana su beni, servizi e risorse ecosistemiche (a base dello studio del “deficit ecologico” del Pianeta e della “impronta ecologica” dell’individuo umano) e si tiene conto altresì delle prime due leggi della termodinamica e della c.d.”entropia” del sistema, si intuisce come l’azione umana di produzione e consumo del e per il fossile appaia più simile a quella della caduta di un meterorite piuttosto che alla “fabula” dello “sviluppo sostenibile”.

Sito: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/2053019616688022?journalCode=anra

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